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Le novità del 2006
Fattori di crescita e microscopi operatori

Il Giornale

18 Febbraio 2006

Le novità del 2006
Fattori di crescita e microscopi operatori

D : Dr Lavezzari é  possible affermare che la calvizie androgenetica stia per essere definitivamente sconfitta ?

R : Con le nuove tecniche di trapianto e con i mezzi terapeutici disponibili  appare lecito dire che,nella maggior parte dei casi,rimanere o diventare  calvi oggi rappresenti soltanto una scelta.

D : Quali sono le novità più importanti in questo campo per il 2006 ?

R : Una é sicuramente rappresentata dall’impiego dei fattori di crescita per  migliorare i risultati dei trapianti. Un enorme passo avanti é stato già compiuto parecchi anni fa nell’aver scoperto un farmaco,la finasteride,capace di contrastare con efficacia gli effetti del diidrotestosterone (DHT), l’ormone androgeno responsabile dell’alopecia androgenetica. Recentemente é stato dimostrato che tali ormoni  controllano la crescita del capello attraverso le citochine, proteine molecolari che agiscono come messaggeri cellulari. Tra queste sono apparse subito di estremo interesse quelle  conosciute come  Fattori  di crescita.In particolare é  stato riscontrato che quelli presenti nelle piastrine (PDGF) non solo sono in grado di stimolare i processi di cicatrizzazione e di indurre la proliferazione cellulare ma  si sono rivelati anche di estrema importanza nello sviluppo dei cheratinociti del follicolo e quindi nella formazione dei nuovi capelli..Un’altra citochina, Tranforming Growth Factor Beta (TGF), sempre presente nelle piastrine, appare invece come il più importante responsabile nella regolazione del ciclo del follicolo.Sulla scorta di tali riscontri nella Clinica S.Anna di Lugano abbiamo cominciato ad utilizzare il plasma dei pazienti, trattato in modo da contenere un’alta concentrazione di piastrine ( e quindi dei Fattori di crescita ),per conservare le Unità Follicolari (FU) e per infiltrare le aree trapiantate. In tal modo possiamo indurre una ricrescita più rapida dei nuovi capelli trapiantati,aumentare la sopravvivenza di tutte le FU ed ottenere una  più veloce cicatrizzazione.
La seconda novità è rappresentata dai nuovi microscopi operatori. Questi strumenti,studiati per essere impiegati nei più delicati interventi di microchirurgia,offrono una perfetta visione tridimensionale grazie a soluzioni estremamente sofisticate,come l’autofocus,lo zoom ed il controllo del parallasse. Sono anche dotati di una microtelecamera che permette di visionare  tutte le fasi dell’intervento. Grazie a tali mezzi,che vengono applicati al capo, è ora possibile posizionare le Unità Follicolari ad una densità impensabile con i sistemi di ingrandimento tradizionali. La possibilità di ingrandimenti fino a 9-12x permette inoltre  di infoltire zone dove sono presenti ancora capelli senza lesionarli.

D : Quale pensa che sarà la prossima acquisizione nel campo dei trapianti di capelli ?

R : Accantonata per ora l’idea di replicare i capelli in vitro,per alcune difficoltà legate tra l’altro all’induzione dell’anagen, che sembrano al momento insormontabili,ritengo non così lontana la possibilità di trapiantare capelli da un individuo ad un altro. Attualmente in tutto il mondo diversi istituti di ricerca e cliniche,compresa la nostra, stanno impegnandosi a fondo per realizzare questa impresa. Una tale acquisizione rappresenterebbe un mezzo formidabile,in particolare nella chirurgia riparatrice di soggetti ustionati, ed in generale offrirebbe un grande vantaggio ai pazienti con zone donatrici molto povere. Resta comunque scontato che occorre sempre trovare un donatore compatibile e disponibile.Ecco perché,se si possiede un’adeguata zona donatrice,i propri capelli rappresentano sempre la fonte ideale.

 





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